Parrocchia Sant'Alessandro

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Pomeriggio in ORATORIO!! Dalle 15.30 alle 18!!!
Data :  03-10-2020
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Ore 19.30 cena Ore 21.00 incontro di condivisione
Data :  09-10-2020
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Pomeriggio in ORATORIO!! Dalle 15.30 alle 18!!!
Data :  10-10-2020
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Data :  11-10-2020
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Vi aspettiamo con tante novità!!! Ore 18.30!!! :)
Pomeriggio in ORATORIO!! Dalle 15.30 alle 18!!!
Data :  17-10-2020
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Catechismo!!! Dopo la S.Messa delle ore 10.00!!
Data :  18-10-2020
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Pomeriggio in ORATORIO!! Dalle 15.30 alle 18!!!
Data :  24-10-2020
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Rito di accoglienza per i bimbi di 3° elementare!!
Catechismo!!! Dopo la S.Messa delle ore 10.00!!
Data :  25-10-2020
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Vi aspettiamo!!
Data :  30-10-2020
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Pomeriggio in ORATORIO!! Dalle 15.30 alle 18!!!
Data :  31-10-2020

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Sacramenti e Liturgia

L'adorazione a Gesù Sacramentato e la Comunione eucaristica occuparono un posto preminente nell'esercizio del ministero sacerdotale di Mons. Ragni.

La Santa Messa parrocchiale delle ore 8 alla domenica raccoglieva dinanzi all'altare per una Comunione generale le Associazioni cattoliche, a conclusione di esercizi spirituali, tridui, settimane di preghiera. All'altare affluivano con lo stesso scopo le famiglie cristiane che impetravano sostegno, conforto, guida.

Per celebrare degnamente il centenario di Pio X il17 novembre 1936 ci fu la Comunione generale dei fanciulli e delle mamme nella luce della Madonna della Provvidenza.

Gli incontri con Gesù Eucaristico si fecero più frequenti durante la guerra per invocare protezione e salvezza ai nostri soldati.

Fu rispettata ad ogni prima domenica del mese la tradizione della Processione Eucaristica all'interno della chiesa.

Puntualmente si celebravano le Quarantore con esposizione e adorazione del Santissimo dall'alba al tramonto.

La processione del Corpus Domini vide ogni anno grande affluenza di fedeli. Le donne erano invitate a partecipare con il velo, e gli uomini in abito scuro.

Partecipavano le Associazioni parrocchiali e quelle del S. Francesco. Si cominciò a fare sosta durante la processione nella Chiesa dei Cappuccini.

Numerose e sentite furono sempre le Prime Comunioni e le Cresime, preparate dai catechisti che erano Mons. Ragni e i seminaristi per i maschi, e le Signorine dell'Azione Cattolica per le bambine.

Molti pressanti inviti erano rivolti ai genitori perché considerassero seriamente l'importanza dei Sacramenti, e si impegnassero a mandare regolarmente i loro figli al catechismo.

 

Le madri erano invitate in parrocchia ogni anno per un incontro di preparazione alla Prima Comunione e alla Cresima.

Mons. Ragni ebbe la gioia di vedere consacrato in S. Alessandro, il 29 maggio 1930, un giovane che era cresciuto in parrocchia e in essa aveva maturato la sua vocazione religiosa:

Don Francesco Cassulo.

Domenica 21 giugno, alle ore 7, Don Cassulo distribuì la Comunione ai fedeli e alle 10 cantò la Santa Messa assistito dai sacerdoti Don Enrico Tascherio e Don Giuseppe Massobrio. La scuola di canto del Cristo, diretta da Don Ivaldi, eseguì la pontificale di Perosi.

Il pranzo con familiari e amici venne organizzato nel corridoio trasformato in salone; erano presenti i genitori e il nonno ottuagenario. Alla sera, la filodrammatica San Luigi concluse con uno spettacolo i festeggiamenti al novello sacerdote.

In quegli anni maturò la vocazione religiosa di Cabella Eugenia, che entrò nell'Ordine delle Suore di Maria Ausiliatrice il 30 gennaio 1946. Due anni dopo, il 6 gennaio 1948, Fernanda Tasso entrò nell'Ordine Carmelitano con il nome di Suor Maria Elisabetta, e iniziò la sua nuova vita da consacrata a Cascine Vica, dove si trova tuttora e dove prega per questa comunità che l'ha accolta bambina. Così lei ricorda S. Alessandro:

“Devo andare al tempo della mia adolescenza e giovinezza, un tempo abbastanza lontano, ma che ha lasciato nel cuore segni incancellabili. Trasferita da S. Lorenzo a S. Alessandro, mi inserii subito con naturalezza nel Gruppo Aspiranti di G.F. di Azione Cattolica. Era delegata la zia Clarina, conosciuta meglio come signorina Frattino che, dopo il parroco Mons. Ragni, era considerata la persona più importante della parrocchia.

Almeno, ai miei occhi spalancati sul buono e sul grande che mi circondava, appariva così.

Trascorsi alcuni anni, mi venne affidato il gruppo delle beniamine, alle quali mi affezionai con tutto lo slancio del cuore, che si apriva alle belle e affascinanti realtà dell'amicizia e della maternità. Ricordo Margherita Arnoldi entrata quest'anno nella Vita, sempre gioiosa e simpatica con la sua "erre” moscia. Venni pure richiesta della preparazione delle bambine alla Prima Comunione, incarico di cui sentii tutta la responsabilità. Partecipavo pure alla Conferenza di S. Vincenzo, e il contatto con la povertà mi ha fatto maturare. Bellissima quella figura (non ricordo il nome) alta, snella, dal sorriso dolce e dal tratto aristocratico, che ti suscitava ammirazione e rispetto: faceva la camiciaia. Il nostro parroco la chiamava la sua povera “signora".

L'attività parrocchiale mi assorbiva parecchio, e lavoravo con l'entusiasmo proprio della giovinezza. Intanto il Signore agiva più in profondità, specialmente in certe ore di adorazione durante le Quarantore, nell'Eucarestia quotidiana che era per me il diapason della giornata.

Indimenticabile quella S. Messa del 6 giugno 1947. Era il venerdì dopo la solennità del Corpus Domini. Con la mamma mi ero recata come al solito alla S. Messa delle 7 in parrocchia. Dopo la Comunione, inginocchiata accanto a lei, le confidai il mio segreto, chiedendole se voleva offrirmi a Gesù. Il suo “SI” generoso, se questa era la volontà di Dio, mi dilatò il cuore, e nello stesso tempo sentii per lei una grande tenerezza, perché capivo il grande sacrificio che le chiedevo. La Chiesa di S. Alessandro, quel banco nella corsia di sinistra mi sono rimasti impressi nella mente e nel cuore, soprattutto per quel giorno di grazia da cui partiva la mia avventura per il Carmelo.

L'ultima S. Messa, prima di entrare in monastero, fu ancora lì, a S. Alessandro, inginocchiata accanto alla mamma in un banco di quella corsia sinistra, con il cuore trepidante “forse capivo poco di quello che stava succedendo”, ma colmo di riconoscenza per il flusso di bene che, quasi inavvertitamente, lì si era riversato nella mia vita, a cominciare da Mons. Ragni, a Don Silvio, che aveva intuito la mia segreta aspirazione, dalle compagne di Associazione a tutta la comunità parrocchiale.

Sono convinta che nella parrocchia si può trovare realmente una seconda famiglia dove la preghiera, la vita liturgica, la catechesi, la fraternità, aprono lo spirito dei giovani ai veri valori della vita e li

spingono a grandi ideali."

 

Continuarono con Mons. Ragni i culti devozionali alla Madonna della Guardia, con particolare fervore e partecipazione, alla Beata Vergine della Provvidenza, ai SS. Angeli Custodi, a Sant' Agnese e a San Luigi, a Santa Teresa del Bambino Gesù.

Nel 1924 fu celebrata per la prima volta la Santa Messa di mezzanotte a Capodanno: la funzione divenne negli anni una tradizione che durò a lungo. In quella circostanza furono distribuite le tessere di Azione Cattolica. Si volevano richiamare intorno all'altare quei cristiani che intendevano concludere il vecchio anno e iniziare il nuovo nella preghiera e nel ringraziamento.

Nel 1934 si festeggiò il decennio di questa iniziativa.

Nel 1933, in gennaio, fu celebrata la festa del Bambino di Praga, con processione interna alla chiesa. La signora Rina Bozzola Pedemonte, per grazia ricevuta (la guarigione della figlia), aveva donato la statua del S. Bambino alla chiesa.

A San Giuseppe, gli uomini di Azione Cattolica organizzavano la festa della Famiglia preceduta da una novena.

Nel 1936 venne ripreso ogni venerdì alle 15 il pio esercizio della Via Crucis, che era caduto in disuso; si voleva pregare con i poveri per i nostri soldati impegnati in Abissinia.

Nel 1939 Mons. Vescovo chiuse il mese mariano con una processione

alla quale parteciparono 400 fanciulli della Scuola Elementare Carducci con i loro maestri: ciascuno di loro portava una rosa alla Madonna.

Quattro chierichetti parlarono delle glorie di Maria; a conclusione della funzione ci fu la consacrazione dei fanciulli alla Vergine. Da quell'anno, la processione di maggio fu detta "la processione delle rose".

Nel giugno 1941 furono celebrate le "Giornate della Fede" predicate da Don Torriani e indette dal Centro locale dell' Apostolato della preghiera.

Sempre celebrata da parte del Circolo San Luigi la festa del21 giugno.

Ogni anno, in occasione della ricorrenza del giorno dedicato ai defunti, i giovani facevano visita nel cimitero alle tombe di tutti i parrocchiani defunti.

Il pomeriggio si concludeva con una bella castagnata.

Tra i matrimoni celebrati in quel periodo, ricordiamo: nel 1929, quello tra Luigi Stanchi e Luigina Delponte; il 19 settembre 1931 tra Carlo Arnoldi e Amalia Cassulo; il 28 agosto 1932 tra Domenico Arnoldi e Giuseppina Scazzola; il 2 aprile 1945 tra Eugenio Bavassano e Regina Dallerba.

 

Le funzioni religiose furono sempre molto curate dal parroco, che amava la musica ed era un ottimo organista: insegnava a cantare ai fanciulli.

Ebbe una predilezione per la Santa Messa degli Angeli, in particolare per l’ “Agnus Dei", che eseguiva con molta dolcezza. Non riuscì tuttavia a concludere la preparazione e quella Messa non si cantò mai.

Ebbe come collaboratori Don Enrico Tascherio, Don Giuseppe Mas- sobrio, Don Siro Meschino.

Alla sua morte tenne la reggenza Don Silvio Quirico, fino alla nomina del nuovo parroco.

 

Così Anna Maria Gastaldo ricorda Don Silvio Quirico:

"Sempre di corsa, a piedi, avvolto nel mantello, o a cavallo di una vecchia bici per le vie della parrocchia; oppure alle prese con mille incombenze in chiesa, in sacrestia, nell'oratorio, sempre alacre, sereno, affabile e premuroso con tutti. Svelto ed elegante nella recente, impeccabile talare, era il "prete giovane" che riscuoteva la rispettosa ammirazione dei piccoli, la simpatia dei grandi e la fiducia dei genitori. Con energia, ma con garbo, sapeva fare da cuscinetto tra lo stuolo dei ragazzi vocianti, impegnati a rincorrersi in cortile o a contendersi tappi e penne per una partita di rudimentale volano, e le insofferenze di Monsignore, esasperato dal chiasso. Con poche parole, un dito alzato e un sorriso un po' sornione che gli affiorava negli occhi bruni prima che sulle labbra, riportava prontamente la quiete.

E' stata breve la sua stagione in mezzo a noi, e altrove, ma vivissima e cara resta la sua immagine"

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