Parrocchia Sant'Alessandro

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Ottobre 2020
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Pomeriggio in ORATORIO!! Dalle 15.30 alle 18!!!
Data :  03-10-2020
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Ore 19.30 cena Ore 21.00 incontro di condivisione
Data :  09-10-2020
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Pomeriggio in ORATORIO!! Dalle 15.30 alle 18!!!
Data :  10-10-2020
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Data :  11-10-2020
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Vi aspettiamo con tante novità!!! Ore 18.30!!! :)
Pomeriggio in ORATORIO!! Dalle 15.30 alle 18!!!
Data :  17-10-2020
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Catechismo!!! Dopo la S.Messa delle ore 10.00!!
Data :  18-10-2020
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Pomeriggio in ORATORIO!! Dalle 15.30 alle 18!!!
Data :  24-10-2020
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Rito di accoglienza per i bimbi di 3° elementare!!
Catechismo!!! Dopo la S.Messa delle ore 10.00!!
Data :  25-10-2020
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Vi aspettiamo!!
Data :  30-10-2020
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Pomeriggio in ORATORIO!! Dalle 15.30 alle 18!!!
Data :  31-10-2020

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Sacramenti e Liturgia

Notevole fu ogni anno l'affluenza dei ragazzi ai Sacramenti della Prima Comunione e della Cresima. Ecco alcuni dati esplicativi. Nel 1912, dal V censimento della comunità di S. Alessandro, risulta-rono 7.048 le anime affidate alla cura spirituale di Don Villa. Quasi nello stesso periodo, esattamente nell'anno successivo, furono 92 i fanciulli e le fanciulle che si accostarono per la prima volta all'Eucarestia, 85 i cresimandi. Nel 1920 si contarono 159 Prime Comunioni e 121 Cresime.

Non c'era nell'amministrazione della Cresima un padrino o una madrina per ogni ragazzo o fanciullo. Leggiamo in "Ordine Nuovo" che il 12 dicembre 1908 furono rispettivamente padrino e madrina ai cresimandi l'avv. Cesare Maggioli e la Damigella Maria Lavaggetto, i quali donarono a ciascun cresimato un bellissimo crocifisso e una medaglia commemorativa.

La devozione a Gesù Eucaristico fu intensa e varia.

Frequenti erano le comunioni generali.

In ogni prima domenica del mese veniva esposto il Santissimo Sacramento, e l'adorazione si concludeva con la processione eucaristica all'interno della chiesa.

Il triduo dei SS. Suffragi fu una presenza costante nella vita religiosa della comunità. L'affluenza dei fedeli era sempre numerosa, i predicatori generalmente molto validi; l'adorazione iniziava alle ore 6.15 con la celebrazione della prima Santa Messa e durava fino alla funzione vespertina.

Il culto a Gesù Sacramentato aveva la sua espressione più solenne nella processione del Corpus Domini. Proprio in occasione di questa manifestazione, l'8 giugno 1913 fu inaugurato il prezioso baldacchino con quattro medaglioni in lamine d'argento battuto, sorretto da otto angeli.

Bellissima l'ornamentazione barocca in perfetta armonia con lo stile della chiesa.

Nell'anno precedente, 1912, per la prima volta la processione era uscita dal tempio per percorrere via Urbano Rattazzi, via Bergamo, via Trotti.

Risale all'inizio del secolo la pia consuetudine della "Via Crucis" in tutti i venerdì di Quaresima.

Molto sentita, in febbraio, la novena in preparazione alla festa della Beata Vergine di Lourdes.

Si celebrava all'altare della Grotta, la prima cappella sorta in Alessandria a ricordo delle Apparizioni, rinnovata e abbellita dalla Nobildonna Maria Perego Lavaggetto.

Nella prima domenica di agosto si celebrava la festa della Beata Vergine del Rimedio. Questo culto esisteva già nell'8OO: c'è infatti in parrocchia un elenco di iscritti alla Compagnia datato 1867.

Da un invito sacro del 22 luglio 1915 apprendiamo che la prima Santa Messa veniva celebrata alle ore 5.45.

Il 29 agosto ricorreva la festa della Madonna della Guardia, certamente la più solenne manifestazione della Parrocchia in onore della Vergine. All'inizio del secolo questa devozione era già profondamente radicata nella comunità. La statua della Madonna, offerta nel 1914 da Maria Pedemonte, nativa del paese di S. Quirico posto ai piedi del monte Figogna, stava nell'apposita nicchia tuttora esistente fra il primo e il secondo altare di destra. Il simulacro veniva deposto per la novena e la

processione. Molti parrocchiani, alla vigilia, salivano a piedi e in preghiera al Santuario ligure, dormivano sui banchi della chiesa per poter partecipare nel giorno successivo alle prime funzioni.

A novembre ricorrevano le celebrazioni devozionali alla Beata Vergine della Divina Provvidenza, di sicura origine barnabita. L'effigie della Madonna è tuttora esposta nella seconda cappella di destra, a Lei dedicata. L'11 novembre 1906 la festa coincise con la celebrazione dei 25 anni di sacerdozio di Don Villa.

Nel 1908 la festa fu celebrata il 29 novembre, in concomitanza con la solenne benedizione, da parte di Mons. Capecci, della nuova facciata.

 

Marmoreo sta sulla facciata bella

divo Alessandro e come vivo splende,

sereno al gaudio del mattino ascende

e con gli uomini no, con Dio favella.

Mentre il tiranno preme e lo flagella,

Andrea lo sguardo sulla croce intende;

e di luce vivissima s'accende

Siro volto a Gesù come a sua stella.

San Carlo prega: in me volgi, o Signore,

l'ira e i miei figli libera da morte;

e Luigi "dal ciel caduto fiore"

candido olezza tra l' orror del mondo.

Così, del Tempio ritti in su le porte,

cantano un silenzioso inno giocondo.

 

Don Villa continuò un'altra tradizione che aveva trovato fiorente al suo ingresso in parrocchia: il culto del S. Angelo Custode. Non si sa con esattezza quale origine abbia avuto, e a quando risalga l'inizio di quella devozione; la festa cadeva il giorno 16 ottobre ed era preceduta dalla Novena e seguita da 40 ore di preghiera a suffragio dei Confratelli e delle Consorelle della Congregazione.

 

Infine, dal 1916, durante la prima guerra mondiale, si celebrò ogni domenica in S. Alessandro

la S. Messa del Soldato. Con apposito ordine del giorno fu disposto dalle autorità militari che nei giorni festivi il rancio fosse distribuito un po' prima del solito, per dare la possibilità ai soldati

di partecipare alla celebrazione eucaristica. L'iniziativa ebbe molto successo, la chiesa era stipata alla domenica in ogni sua parte, si levavano nel tempio inni religiosi e patriottici. Don Villa infondeva nell'omelia tutto il suo zelo apostolico, che, i presenti, in religioso silenzio, dimostravano di recepire e di apprezzare.

Chiudiamo questa carrellata con un momento di gioia per la parrocchia: la fine della guerra e, nel 1919, il ritorno dal servizio militare di Don Pollastri, che riprese il suo posto di viceparroco nella comunità.

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