Parrocchia Sant'Alessandro

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Evangelizzazione e Catechesi

Quando Don Canestri iniziò il suo ministero parrocchiale in S. Alessandro, erano già avvenute o stavano maturando trasformazioni profonde nella nostra e nelle altre nazioni. Eravamo alle soglie del Concilio Vaticano II che, preso atto delle mutate esigenze dei popoli, pur mantenendo salde e inalterabili le verità di fede, le espose con chiarezza, liberandole da dubbi, confusioni, interpretazioni errate, introdusse metodi nuovi nell' opera di evangelizzazione, apportò correzioni e novità nel campo della liturgia.

Il parroco Canestri fu sacerdote del Concilio prima che quello fosse indetto, aperto ai lontani insieme a chi gli era vicino, ancorato ai dogmi della fede ma proteso verso nuove strade che facessero meglio capire, accogliere e vivere quelle verità.

L'idea nuova di Don Canestri in fatto di evangelizzazione fu quella di portare la Parola di Dio fuori dalla chiesa e dalla canonica per entrare con Essa nei caseggiati, là dove le famiglie accettavano di

riunirsi presso una di loro, disponibile all'accoglienza. Aveva il Vangelo in mano e invitava gli interlocutori a misurarsi con un brano di Sacra Scrittura, a esporre su di esso obiezioni, convinzioni, perplessità.

Il primo incontro avvenne al n.13 di via Gramsci, un condominio che comprende anche il n.8 di via Pistoia. Fu una bella esperienza. I presenti erano 27 e Don Carlo, dopo una breve preghiera e un saluto, lesse la parabola del seminatore. Dopo la lettura il brano evangelico fu calato nella realtà odierna, a confronto con problemi, comportamenti, ottiche del mondo contemporaneo. Gli interventi, dapprima incerti, si fecero man mano più sicuri e interessanti, talvolta assunsero perfino toni forti, ma Don Carlo seppe dirigere la discussione con autorevolezza di dottrina, equilibrio, fermezza.

Lo stesso Don Carlo, pochi mesi più tardi, divenuto Vicario Generale, avrebbe preso lo spunto proprio da questa esperienza per organizzare le missioni francescane in tutta la città.

Un'altra realizzazione importante per l'evangelizzazione dei "lontani" fu il Censimento delle famiglie ad opera di due valenti collaboratori del parroco, i coniugi Chicco. Essi, andando di cortile in cortile, costruirono una "mappa" della parrocchia, utilissima a Don Carlo per avere in ogni momento una visione globale e insieme particolareggiata, per fasce di età, di tutta la comunità.

In campo di catechesi anche per Don Canestri, come era stato per Mons. Cavanna, si trattò anzitutto di un problema di opere murarie.

Egli continuò e completò i lavori realizzati o intrapresi da Mons. Cavanna: recuperò le camere che un tempo costituivano l'abitazione del sacrestano e le trasformò in aule catechistiche. Aprì un corridoio dalla sacrestia verso via Urbano Rattazzi, costruì al primo piano il salone per le adunanze, ricavò un alloggetto per ospiti. La canonica si era dilatata, le possibilità di un lavoro ordinato, metodico, comodo di catechesi si moltiplicarono.

Don Carlo mantenne tutte le Associazioni preesistenti, avendo cura che i loro delegati o delegate fossero sempre preparati e impegnati.

Nel gennaio 1961 alla processione in onore del Bambino di Praga la fila dei bambini era interminabile. Si faticò a contenerli tutti nei locali parrocchiali e ciò fu motivo certamente di gioia, ma insieme di tristezza per il parroco che, appena entrato in S. Alessandro, già nessuno sforzo tralasciava per fare spazio.

L' 8 gennaio dello stesso anno si celebrò la Festa della Famiglia nel motto "Tante famiglie, una sola famiglia". Alla S. Messa delle 9.30 ai piedi dell'altare si incontrarono genitori e figli; al pomeriggio l'incontro si ripeté per dare modo ai più giovani di recitare poesie e di eseguire canti, agli adulti di ascoltarli. La Festa della Famiglia divenne un appuntamento annuale.

Nei giorni 7-8-11 febbraio 1966 furono organizzati degli Incontri familiari diretti dall'Istituto "La Casa". Si dibatterono in una tavola rotonda i problemi di vita coniugale e di rapporto fra genitori e figli. Un sacerdote de "La Casa" svolse il tema "Famiglia e vita sociale"; una coppia di educatori riprese l'argomento "Vita in due con i figli".

Nell'anno 1979 il tema dominante del mese di maggio fu anco-ra la famiglia.' Ci furono incontri fra genitori e ragazzi.

Per gli adulti intervennero l'avv. G. Dardanello, Padre Sorgi e Genia Peroni. Per i giovani i temi trattati furono la sensualità (Sergio Bettini), le scelte professionali (prof. Teruzzi), il dialogo in famiglia(Genia Peroni). I ragazzi furono intrattenuti sulla "Educazione all'amore".

Di anno in anno, maggio divenne il mese della catechesi familiare.

Nel 1980 si organizzarono durante il suo corso, prendendo spunto dal tema "Educarsi per educare", la Festa dei Genitori, un nuovo incontro con Genia Peroni, un cineforum per i giovani, gli anniversari di matrimonio. Nel 1981 alle celebrazioni della famiglia si aggiunse anche, domenica 8 maggio, la Festa dei Nonni curata dal Gruppo Terza Età.

Nella catechesi della famiglia rientra l'iniziativa di una mostra nel maggio 1983. Il Consiglio pastorale indisse un concorso sul tema: "L'anziano e la famiglia". Lo scopo era di attuare una maggiore e più umana comprensione fra le diverse età. Si poteva concorrere con fotografie, dipinti, disegni, cartelloni, collage, poesie.

Furono consegnati 74 elaborati e la mostra ottenne un notevole successo.

Nel campo della catechesi occupa comunque un posto prioritario la riforma dell'insegnamento catechistico. I testi della Commissione episcopale italiana hanno sostituito il catechismo di Pio X.

Alcuni anni prima che ciò avvenisse,  la Scuola di Bruxelles aveva suggerito nuovi modelli di catechesi portati in parrocchia da chi aveva frequentato quei corsi. Furono messi in pratica in S. Alessandro da Margherita Arnoldi, allora dirigente dell'Azione Cattolica Giovanile Femminile.

L'idea guida della nuova catechesi era ed è tuttora incentrata sulla mamma-catechista: i suoi figli frequentano il corso catechistico da lei condotto. Si arrivò in S. Alessandro ad avere contemporaneamente 36 mamme catechiste.

Ogni corso aveva settimanalmente un incontro composto di due parti:

una dottrinale, l'altra metodo logica e si svolgeva a turno nelle case delle catechiste.

Inoltre, per tre anni, per ogni ragazzo che aveva ricevuto la Prima Comunione o la Cresima, si riuscì a visitarne, alla sera, la famiglia per discutere nel corso dell'incontro una scheda già preparata che il catechista o i catechisti avevano portato con sé.

La catechesi dei fanciulli era completata da frequenti proiezioni per gli iscritti al Gruppo Fanciulli, ma anche per i non iscritti.

Infine, un'iniziativa riguardante i giovani. Il 23 settembre 1978 i giovani di S. Alessandro si radunarono per discutere alcuni importanti temi:

- I grossi problemi del centro storico.

Ci furono interviste di Paola Ghiazza a parecchie ragazze dell'Associazione.

-  Mettere insieme le esperienze personali per trovare una metodologia di intrattenimento delle ragazzine.

- I problemi derivanti dall'immigrazione.

- I progetti di maggiore animazione degli incontri (mostre, canti).

- La necessità di contatti fra giovani e parrocchiani adulti: lo scambio di idee favorisce la crescita.

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