Parrocchia Sant'Alessandro

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Don Gianni Cossai

Don Gianni Cossai, nato a Caramagna Piemonte nel 1947, ha compiuto gli studi al Liceo Classico di Alessandria, nel seminario vescovile della nostra diocesi e all'Università Teresiana di Roma.Ordinato sacerdote nel 1972, ha svolto il ministero di viceparroco a Felizzano e, successivamente, nella parrocchia del Suffragio in Alessandria, a Castellazzo Bormida, ancora in città a Santa Maria di Castello. Dal 1983 è parroco della chiesa di S. Alessandro. Attualmente è anche uno degli Assistenti del Centro Diocesano per la preparazione al matrimonio e dal 1985 insegna etica medica presso la Scuola per vigilatricid'infanzia.

Così Franco Allocco esprime il fascino della sua amicizia per Don Gianni:

"Non sono parrocchiano di S. Alessandro, ma in questi ultimi anni ho stretto con Don Gianni rapporti di collaborazione e di amicizia. Amicizia a cui tengo molto sia perché mi consente di conoscere qualche suo problema di parroco e di dargli, quando mi è possibile, una mano per risolverlo, sia soprattutto per quello che mi può dare e mi ha già dato un sacerdote quale è lui. La Provvidenza ha chiamato Don Gianni a coltivare la vigna che Don Carlo, con paziente lavoro, aveva impiantata nella parrocchia di S. Alessandro: l'eredità dei Grandi personaggi è sempre difficile da gestire!

Don Gianni, ricordando le proprie origini, non si è perso d'animo: dimesso, umile, bruciato dall'ansia di incessante perfezionamento umano cristiano e sacerdotale, si è buttato nella mischia e, pur tra mille difficoltà, cerca di realizzare, concretamente, nella sua vita di pastore, la connessione tra il dinamismo della grazia e quello dell'agire umano. E continua a ricordare a tutti noi che l'esistenza cristiana non può essere ridotta a un complesso di devozioni superficiali sovrapposte alla nostra vita quotidiana, ma che essa si realizza invece nello sforzo per unirsi a Cristo nello svolgimento dei compiti di ogni giorno, per farsi  prossimo con Lui nei fratelli, e poco importa il colore, la razza o la fede religiosa. Di fronte all'Uomo Gianni ed al Pastore, tutti i nostri alibi si dileguano: se noi cristiani vivessimo davvero secondo la nostra fede, si verificherebbe la più grande rivoluzione di tutti i tempi!

Può capitare che la nostra logica di tutti i giorni si smarrisca di fronte al suo modo di agire, apparentemente irrazionale: bisogna a volte farsi violenza per ammettere che dobbiamo ancora imparare a superare la repulsione per tutto ciò che disturba il nostro comodo intellettuale e materiale. Ammettere che il suo irrazionale può essere una qualità prospettica per risolvere le sfide dell'avvenire. Ammettere che "non si vede bene che col cuore, che l'essenziale è invisibile agli occhi", come ci ricorda quel delizioso passo del Piccolo Principe. Questo è il segreto della grande illimitata libertà in cui si muove e parla Don Gianni: mettere il cuore vicino a quello degli altri, un cuore generoso, aperto, capace di suscitare confidenze e fiducia, speranza e conforto, di donare senza riserve.

La società permissiva che stiamo vivendo pare destinata ad autodistruggersi nel vortice dei consumi: i nostri giovani e tutti coloro che sono alla ricerca di Dio, hanno bisogno di testimonianze, non di parole, hanno bisogno di compagni di viaggio che sappiano far ardere il cuore, come sulla strada di Emmaus. Grazie, o Signore, per averci regalato un Amico vero!"

 

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